martedì 14 maggio 2013

Il fenomeno del buismo.


Come si fa a capire la differenza di un "Bu" normale da un "Bu" razzista? Boh.
In America il tifo per il consenso si fa con applausi e fischi, per il dissenso si usa il "Bu". E non è che là non ci siano diversamente pigmentati, eh. 
Un conto sono i cori che inneggiano a disgrazie, un conto secondo me, è il "Bu" di disapprovazione. Poi scusate se uno fa quel verso a un croato, a un montenegrino, a un serbo, a un albanese, a qualsiasi non italiano di pelle chiara, nessuno dice niente, poi se lo fa a Balotelli si scatena il finimondo. Parliamoci chiaro, Balotelli non è che ispiri proprio il massimo della simpatia, però si può inverire sulla professione della madre, sulla integrità della fidanzata di turno, ma fargli un "Bu", no. Ri-boh. Nel senso meno ippico del termine.
Mi sa che per essere sempre politicamente corretti, si vada verso un razzismo a rovescio.  Io nel "Bu" non ci vedo niente di male.