giovedì 26 giugno 2014

La solitudine dei numeri 9.


Allora, io conosco tanti (me compreso) che reputano Prandelli l'artefice di questa sciagurata missione brasiliana, con le convocazioni a cazzo di cane (perdonate il francesismo), l'assenza di un'idea di gioco, la confusione che ha creato nello spogliatoio, con cambi di schemi e giocatori durante le partite. 
Detto questo, molti si scagliano conto il diversamente pigmentato bresciano perché rappresenta la parte peggiore dei ragazzi strapagati del mondo del calcio, quelli che se non twittano crepano, che girano con macchine costosissime, che cambiano più volte loro il colore della cresta che un camaleonte in un negozio di vernici. E fino qui non ci sarebbe niente di male, ma è l'atteggiamento che costui si mette addosso che non te lo rende minimamente simpatico. 
È un musone (che cazzo hai da essere musone, che fai la vita più bella del mondo, donne come se piovesse, ecc.), insofferente, strafottente, uno che parla in terza persona (che ormai non lo fa più nessuno, a parte Conte), che lo vedi che non si impegna, che non fa altro che battibeccare con avversari, compagni e arbitro. Cazzarola sei un professionista!!! Lascia perdere chi ti provoca, sii superiore, fottitene, quando vai a casa c'è la bella Fanny che ti fa tante belle cosine. Ma no, lui deve sentirsi solo contro tutti, un incompreso, uno che "why always me?". 
Caro SuperMarioCart, fatti delle domande, ma datti anche delle risposte, magari multiple, e poi barra quella che credi sia giusta, ma barra qualcosa.